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Watsu è ...


 
“… diventando più libero il movimento del tuo corpo assomiglia sempre più ad un onda; onde che dondolano verso la libertà la persona che stai sostenendo, stiramento dopo stiramento, una lenta danza che fluisce intorno a momenti di quiete. Fluttuare un altro essere all’altezza del cuore crea un senso di connessione, di unione, che perdura anche oltre la fine della sessione. Questa è la gioia del Watsu”  Harold Dull
 
Il Watsu (WAter-shiaTSU) è la prima forma di bodywork in acqua, creato da Harold Dull nel 1980 facendo fluttuare nella piscina calda di Harbin i suoi studenti di Zen Shiatsu, tradizionale tecnica orientale che favorisce il benessere psicofisico della persona utilizzando la pressione manuale sui punti e i meridiani dell’agopuntura. Da quelle prime esperienze – grazie al contributo di innumerevoli bodyworker che hanno imparato, utilizzato e perfezionato Watsu operando in piscine e centri termali di tutto il mondo – Watsu è oggi la più interessante tecnica di bodywork.

L’effetto terapeutico dell’immersione in acqua calda e la tridimensionalità dei movimenti e delle manipolazioni di Watsu consentono sia un intenso lavoro sul corpo – decomprimendo le vertebre spinali, mobilizzando le articolazioni e allungando i muscoli in modi alternativi alle tecniche a terra – sia il raggiungimento di stati di rilassamento e di ascolto molto profondi.

I movimenti, simili a una danza, vengono eseguiti in armonia con il respiro; l’acqua, i suoi vortici, sono mille dita che ci toccano sapientemente, mentre il respiro raggiunge ogni cellula del nostro essere, vivificandolo.
 
Così, l’esperienza di Watsu ci offre differenti e interessanti prospettive di crescita:

Watsu è massaggio meditativo
Il Watsu delle origini era dinamico e pirotecnico: oggi invece le sequenze si sono semplificate e i ritmi delle azioni sono stati rallentati, a vantaggio degli aspetti di meditazione e di ascolto.

Il Watsu é un massaggio meditativo che ci rilassa profondamente potenziando l’ascolto di sé. Si esalta così una straordinaria consapevolezza somatica e si potenzia la capacità di comunicazione e di segnalazione che ci permette di avvertire lo stato psicologico e gli interessi vitali dell’altra persona.  L’ascolto interiore può ridonarci una nuova corporeità per farci sentire più forti, più reali, più noi stessi.

Watsu è danza acquatica
Danzando, fluendo e galleggiando a pelo d’acqua il corpo ringiovanisce, acquista armonia e spontaneità di movimenti, trova linguaggi e idee nuove e ci regala un’oasi di pace in cui ci si può ascoltare, accettare e perdonare. L’acqua calda che ci accarezza la pelle, le culle del Watsu che ci sostengono con maestria e il tocco delicato del massaggio che ci scioglie e ci energizza, ci apre a una condizione estatica e meditativa. Si accede allora a profondità interiori dove può emergere la dimensione oceanica e misteriosa del nostro essere e anche l’anima spirituale del Watsu.

Watsu è terapia emozionale
Il Watsu é straodinariamente curativo, ma non vuol essere una semplice terapia.
Harold Dull ci ha insegnato a praticarlo in un modo gioioso senza dare giudizi o far diagnosi. Il watsuer onora le ferite del vivere che appaiono dai corpi amici e maestri che si abbandonano fiduciosamente alle sue mani e all’acqua. Solo così, quando l’acqua scioglie le emozioni, può accadere il miracolo di una autoguarigione. Cullati e accarezzati dall’acqua, terapeuta e paziente insieme, corpi pensanti e viventi, possono veder emergere antiche ferite rimosse, memorie prenatali e visioni estatiche.
 
L’acqua calda, lo stato di relax corpo-mente, l’assenza di stimoli esterni e della forza di gravità inducono un profondo stato di riposo cerebrale e di sensazioni di piacere e del benessere. L’acqua della piscina può così trasformarsi nel liquido amniotico del nostro oceano primordiale. “Sei fattori associano il Watsu allo stato fetale: l’ambiente acquatico simile al liquido amniotico, il calore, i movimenti dolci, lo stato di ricettività, la qualità del suono che viene percepito omnidirezionalmente e la sensazione di essere accolti e nutriti di attenzioni come nel ventre materno”.
 
In quest’ambiente sicuro ci si può abbandonare fiduciosamente; allora si sciolgono le tensioni fisiche e mentali e si riacquista salute, vitalità e fluidità di corpo e mente. Il corpo libero nell’acqua calda esprime emozioni forti: gioia, pianti e movimenti istintivi, liberatori e autocurativi che avevamo inibito con l’addomesticamento imposto dalla civiltà.

Watsu è benessere fisico
Nel tepore dell’acqua, lasciamo fluire liberi i nostri movimenti, nella stabilità del sostegno offertoci dal nostro compagno, dondolando e seguendo il movimento ondulatorio del respiro proprio e dell’altro.
 
Dalle articolazioni libere e leggere scompare ogni tensione e dolore, mentre i muscoli si distendono, si riposano, entrano in uno stato di armonia.
La spina dorsale può ondeggiare finalmente libera come quella di un essere acquatico, senza più comprimere i sistemi neurologici e linfatici tra vertebra e vertebra con blocchi meccanici o emozionali.
Nell’apparato locomotore si riduce la tensione muscolare, aumenta l’escursione articolare, migliora la postura. Aumenta la circolazione di superficie e l’intero sistema respiratorio ne trae giovamento.
L’incontro con le nostre energie interiori ci aiuta a ridurre gli stati d’ansia e lo stress.

Watsu è poesia e creatività
Racconta Harold Dull: “Come la poesia libera il linguaggio dalle restrizioni e dalle limitazioni dominanti, così Watsu può liberare il corpo. Poesia e Watsu sono ambedue basati sul soffio e sul ritmo. Ci aprono a nuove avventure ed esplorazioni. Ambedue influenzate dallo Zen, queste arti sono pratiche del qui ed ora. Fin dall’inizio ho concepito il Watsu come una poesia in movimento, capace di far affiorare in che la lo pratica intuitività, intelligenza sensitiva e una forte spinta vitale. Se si dona Watsu con creatività e con gioia, chi lo riceve si sentirà spingere sempre più verso terre misteriose, mai raggiunte prima”.
 

 


Prossimo corso in programma ...

25/26 Febbraio 2016 a Brescia

WATSU BASIC

con Monica Moti Marcangeli

 
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